Definizione delle affordance

Il termine affordance è stato introdotto da James Gibson, nel tentativo di proporre un approccio ecologico della percezione visiva, con il significato di ”insieme di azioni che un oggetto “invita” a compiere su di esso”. Le affordances, secondo Gibson, sono le potenzialità di azione che vengono attivate alla sola visione di un oggetto. Per esempio la visione di una mela può potenziare l’azione di afferrarla, mangiarla o spostarla etc.

Jeannerod (1994) e Arbib (1997) concordano sul fatto che gli oggetti potenzino l’azione, ma suggeriscono che questo processo dipenda anche delle intenzioni del soggetto. Inoltre, Gibson parlava delle affordances legate a proprietà generali dell’oggetto (come l’afferrabilità), mentre oggi l’attenzione viene maggiormente rivolta alla particolarità del processo legato alla manipolazione dell’oggetto stesso. Infatti, sulla base dei loro risultati, Ellis e Tucker (Tucker e Ellis, 1998; Ellis e Tucker, 2000; Tucker e Ellis, 2001; 2004) propongono che la presentazione di un oggetto visivo includa non solo una descrizione delle sue proprietà percettive, ma anche delle componenti motorie che sono rilevanti per quell’oggetto.

Più di recente, tuttavia, Chemero (2001, 2003, 2009) ha sostenuto in modo convincente che le affordances non sono proprietà dell'ambiente, poiché non sono più concepite come proprietà; anzi sono i rapporti tra le caratteristiche di una situazione e le capacità di un individuo.

Per distinguere tra le proprietà e le funzioni di un oggetto, vale a dire il percepire una proprietà dell'oggetto stesso, bisogna identificare l'oggetto in quanto tale e sapere che questo oggetto ha quella proprietà. Al contrario, per percepire l'affordance, "non c'è bisogno di sapere nulla di qualsiasi particolare entità" (Chemero 2009). Tutto ciò che è necessario è la capacità di percepire "che la situazione nel suo complesso abbia una certa funzione, cosi che la situazione nel suo complesso supporti (forse) richieste di un certo tipo di azione "(Chemero 2009). Allo stesso modo, per quanto riguarda le capacità individuali non possono essere interpretate in termini di funzioni disposizionali. Le disposizioni, d'altronde, non mancano mai; loro semplicemente sono o no nelle circostanze appropriate per manifestarsi "(Chemero 2003). Ultimo ma non meno importante, le capacità non sono solo interconnesse, ma anche gerarchicamente organizzate, dato che tutte le altre capacità dipendono dalle capacità primarie, cioè, sulle capacità motorie primarie.

Secondo le corrispondenti capacità motorie, le affordances primarie possono essere suddivise in due categorie principali: il grasping o micro-affordances (Ellis e Tucker, 2000), che si identificano nei rapporti tra le affordance in cui la funzione suggerisce o richiede un'azione che coinvolge l'interazione degli oggetti scelti (ad esempio, la mano o la bocca per il grasping, la manipolazione, lacrimazione, trazione, morsi, calci, ecc), e il walking o macro-affordances, cioè, l'affordances dove le funzioni suggeriscono o richiedono un'azione (ad esempio, camminare, arrampicarsi, saltare, salire, scendere, etc.) che richieda capacità motorie di locomozione o di navigazione. In questo capitolo mi concentrerò sul primo tipo di l'affordance di base. Come vedremo, le funzioni situazionali specifiche, oltre alle capacità motorie possono suggerire e permetterci non solo di affinare la nozione d'affordance, ma anche di dimostrare come i nostri modi di interazione con il mondo circostante potrebbero evidenziare le nostre forme primarie de interazioni con gli altri.

La possibilità per una funzione situazionale di evocare un comportamento motorio di grasping si basa sulla possibilità di un accoppiamento senso-motoria che consenta a qualsiasi osservatore di mappare una tale funzione sulle possibilità motorie appartenenti al suo repertorio motorio. Questo vale sia a livello neurale che a livello comportamentale. Tutto questo, però, non dovrebbe dare adito a malintesi. Affermando che le micro-affordances sono relazioni tra funzioni situazionali e capacità individuali che, come tali, dipendono dalla presenza di un potenziale partecipante. Al contrario, si tratta di riconoscere la vera tipologia dell'affordances, cioè, riconoscendo che fanno parte del mondo che sperimentiamo, e che la loro esperienza è nient'altro che uno dei modi primitivi delle nostre interazioni con l'ambiente circostante.

continua...

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