Condivisione dell'affordance

Fino d'ora si è considerato la relazione d''affordance tacitamente supponendo che concerne le funzioni situazionali e le capacità di un singolo individuo. Naturalmente, data una certa funzione, tutte le persone con capacità motorie appropriate possono far parte della relazione d'affordance corrispondente. Ma la questione è se la relazione d'affordance potrebbe coinvolgere più di una persona allo stesso tempo, richiedendo una relazione specifica tra loro, o se deve essere pensata come è stato generalmente ritenuto, cioè come un "business privato" di un singolo individuo con il suo mondo circostante, indipendentemente dalla presenza di altri potenziali partecipanti. Questa domanda diventa particolarmente pertinente alla luce dei dati esaminati nello spazio costretto delle micro-affordances. Agiamo sugli oggetti in un mondo circondato, abitato non solo da cose inanimate, ma anche da altri organismi viventi e operanti. C'è uno spazio per l'azione degli altri che in qualche modo sono collegati al nostro spazio? E se questo è il caso, che cosa implica per la relazione dell'affordance e la sua percezione?

Esistono prove nei primati non umani e negli esseri umani che dimostrano che l'osservazione di un'azione eseguita da un altro individuo evoca nel cervello dell'osservatore un attivazione motoria simile a quella endogena generata durante la propria pianificazione e l'esecuzione della stessa azione. Le registrazioni della singola cellula della corteccia premotoria ventrale (area F5) (Gallese et al, 1996;.. Rizzolatti et al, 1996) e del lobulo parietale inferiore (aree PF / PFG) (Fogassi et al., 2005; Gallese et al. , 2002; Nelissen et al., 2005; Rochat et al, 2010;.. Rozzi et al, 2008) dei macachi hanno rivelato l'esistenza di un insieme di neuroni motori (neuroni specchio) che scaricano sia durante l'esecuzione, sia durante l'osservazione dell'obiettivo diretto del movimento. La rilevanza di questi risultati deriva dal fatto che, per la prima volta è stato identificato un meccanismo neurale direttamente coordinato tra l'azione percepita e l'azione eseguita. Diversi studi hanno dimostrato che il meccanismo specchio va ben oltre alle semplici funzioni cinematiche del movimento, in quanto si verifica a livello delle connessioni motorie dell'obiettivo condiviso dall'attività eseguita, individuando (Umiltà et al., 2001) o sentendo (Kohler et al ., 2002) atti motori di qualcun altro, anche quando tali atti motori coinvolgono l'utilizzo di uno strumento che richiede una sequenza di movimenti diversi o addirittura opposti (Rochat et al, 2010;.. Umiltà et al, 2007).

 

I risultati della fMRI (Buccino et al, 2001;. Gazzola et al, 2007a;.. Gazzola et al, 2007b) e TMS (. Cattaneo et al, 2009) di studi fatti sull'uomo mostrarono che l'attivazione del meccanismo specchio è modulato dall'obbiettivo dell'atto motorio osservato indipendentemente dai movimenti necessari per realizzarlo. In particolare, è stato dimostrato che il meccanismo specchio può essere attivato durante l'osservazione dell'attività di grasping sia che queste azioni siano eseguite dalla mano umana, da una mano di robot o da uno strumento (Peeters et al., 2009).

Recentemente è stato dimostrato che l'attivazione del meccanismo specchio potrebbe essere modulato dalla posizione nello spazio dell'azione osservata.

Infatti, Caggiano et al. (2009) ha registrato nella F5 i neuroni specchio sia quando la scimmia stava eseguendo atti motori diretti ad uno scopo (ad esempio grasping) che quando stava osservando lo sperimentatore eseguire gli stessi atti motori nel proprio spazio peripersonale e extrapersonale. Il risultato aveva mostrato che i neuroni specchio selettivi per lo spazio extrapersonale iniziarono a scaricare anche quando l'azione osservata era stata eseguita vicino alla scimmia ma al di fuori della sua portata, mentre i neuroni specchio selettivi per lo spazio peripersonale venivano visualizzati con un pattern opposto di scarico, cessando di rispondere alle azioni vicine . Secondo gli autori, questo indica che i neuroni specchio spazio-sensibili possono essere sensibili allo spazio peripersonale come allo spazio di reaching e non alla sua esclusiva metrica, in quanto "cambiano le loro proprietà a seconda delle scelte che la scimmia opererà" (Caggiano et . Al, 2009: 404).

Una cosa interessante per questa ricerca sono le registrazioni della singola cellula che hanno recentemente dimostrato che vi sono neuroni bimodali situati nell'area intraparietale ventrale (VIP) che rispondono non solo a stimoli tattili o visivi forniti nello spazio peripersonale della scimmia, ma anche a stimoli visivi presentati all'interno dello spazio peripersonale di un altro individuo di fronte a loro (Ishida et al., 2009).

Questi risultati indicano non solo l'eventuale spazio-dipendenza del meccanismo specchio per le azioni, ma anche per l'esistenza della mappatura del meccanismo specchio dello spazio peripersonale altrui sullo spazio peripersonale dell'osservatore, almeno nel campo viso-tattile. Per quanto riguarda quest'ultimo, questo potrebbe eseguire cosi una mappatura esistente anche nel dominio motorio. Inoltre, lo spazio peripersonale negli studi precedentemente condotti sui singoli individui (Costantini et al., 2010), potrebbe essere alla base della relazione dell'affordance in un contesto sociale. In altre parole: è lo spazio circostante delle micro-affordances diretto al proprio spazio peripersonale o può essere mediato dallo spazio peripersonale di un altro individuo?

Per affrontare questo problema e valutare in che misura lo spazio peripersonale degli altri potrebbe davvero influenzare il proprio spazio e le propri azioni, si sono allargati gli studi precedenti con l'introduzione di un attore nella scena visiva ed indagando se le funzioni oggettuali al di fuori dello spazio peripersonale dei partecipanti ma nello spazio peripersonale dell'attore influenzino le azioni come effetto dell'allineamento spaziale (Costantini et al., submitted).

In accordo con il precedente studio si è scoperto che l'effetto dell'allineamento spaziale si verifica quando l'oggetto presentato rientra nello spazio peripersonale dei partecipanti. Tuttavia, in questo studio si è ulteriormente ampliato questo risultato mostrando che la presenza di un potenziale attore consente una rimappatura di un proprio spazio peripersonale, creando un oggetto letteralmente non raggiungibile a portata di mano. In effetti, si è scoperto che l'allineamento spaziale si era verificato anche quando l'oggetto era situato al di fuori dello spazio peripersonale dei partecipanti, ma a condizione che cadesse nello spazio peripersonale dell'avatar. Nessun effetto dell'allineamento spaziale è stato osservato quando l'oggetto era lontano dai partecipanti ma vicino al cilindro virtuale.

Tutto questo suggerisce che la limitazione dello spazio delle micro-affordances non deve essere interpretato relativamente solo al proprio spazio peripersonale, perché il rapporto dell'affordance può essere mediato dallo spazio peripersonale di un altro individuo. Secondo questi dati, le funzioni situazionali possono evocare un comportamento motorio per l'osservatore anche quando sono fuori del suo proprio spazio di raggiungimento a condizione che rientrino nello spazio peripersonale di un potenziale attore. La loro proposta è che l'estensione dello spazio circostante della relazione dell'affordance da un individuo ad un altro sia probabilmente dovuta a un spazio del meccanismo specchio che permette all'individuo di abbinare un altro spazio circostante con il suo proprio spazio peripersonale, mappando così gli altri potenziali di azione sulle sue proprie capacità motorie. Questo sembra essere coerente con il fatto che, nella condizione del cilindro virtuale, la situazione funzionale di non raggiungimento non evocava alcuna azione nei partecipanti a causa della mancanza di qualsiasi potenziale attore che potesse raggiungerli e in qualche caso utilizzarli.

Ulteriori esperimenti hanno suggerito che le relazioni occhi-oggetto, pur essendo necessarie, non sono sufficienti in sé e per se perché si verifichi la rimappatura dello spazio.

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